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Fiera della pecora di razza frabosana-roaschina

Ogni anno, la terza domenica di ottobre, si tiene la Fiera Interprovinciale dedicata alla Pecora Roaschina per la promozione del suo allevamento e dei prodotti caseari locali (brus, toma, nostrale). La manifestazione è organizzata dal Comune di Roaschia, in collaborazione con il Consorzio per il Recupero e la Valorizzazione della razza frabosana-roaschina e la locale Pro Loco e con il patrocinio dell'Unione Montana “Alpi del Mare”. Sono previste inoltre altre iniziative culturali di promozione del patrimonio storico–culturale (realizzazione del Museo della transumanza roaschiese, valorizzazione della tradizione gastronomica...) a potenziamento e sinergia dei pacchetti turistici con i limitrofi Comuni turistici di Valdieri, Entracque, Vernante e Limone Piemonte. Sede di svolgimento: concentrico Roaschia, Via Tino Aime-Piazza San Dalmazzo-Via Barale-Via Dragonera-Piazza M. Ortigara-Via Circonvallazione-area impianti sportivi; costo del biglietto: ingresso gratuito; orario: dalle 08.00 alle 20.00; superficie occupata: mq. 1.032; Tel. 0171/758119 (Comune di Roaschia)
PECORA FRABOSANA O ROASCHINA: si tratta di una razza autoctona di taglia media, rustica e frugale, dal profilo tipicamente camuso e dalle corna appiattite, spiralate nei maschi e rivolte all'indietro nelle femmine, che ha una spiccata attitudine alla produzione di latte. E’ stata inserita nelle razze a rischio di estinzione dalla normativa comunitaria ed ha ottenuto un Registro Anagrafico nel 1995. Originaria delle vallate del Cuneese, era la razza ovina da latte più diffusa in Piemonte. Allevata nelle Valli Monregalesi, in alta Val Tanaro, nelle Valli Gesso, Vermenagna e Pesio in Prov. di Cuneo e nella Valle Pellice in Prov. di Torino, venne gradualmente sostituita con la razza Delle Langhe; si sono salvaguardati nuclei di Frabosane in purezza solo nelle zone montane più impervie. Consistenza e distribuzione geografica: da una consistenza iniziale di 16-17.000 capi, in seguito al rapido declino subìto, si contano attualmente circa 6/7 mila capi. La minor tendenza a gemellare e la produzione lattea inferiore furono i principali motivi della graduale sostituzione delle pecore frabosane con quelle delle Langhe, soprattutto nella zona dell’Alta Langa dove, un tempo, le prime prosperavano per i loro spiccati caratteri di rusticità e resistenza. Altra causa del declino fu l’incrocio con razze a prevalente attitudine per la carne come la Biellese, praticato per migliorare la velocità di accrescimento degli agnelli. Le principali aree di allevamento sono alcune vallate alpine della Prov. di Cuneo (Valli Monregalesi, Valle Gesso, Vermenagna e Pesio, Valle Grana) e la Val Pellice in Prov. di Torino; alcuni allevamenti sono presenti anche in Prov. di Asti, Alessandria e Vercelli. Caratteristiche della razza: taglia media, con peso vivo di 75-85 kg. nei maschi e 60-65 kg. nelle femmine; testa pesante, con profilo spiccatamente montonino in entrambi i sessi, presenta caratteristiche corna appiattite e ricurve, avvolte a spirale nei maschi e rivolte all'indietro nelle femmine; orecchie medio-piccole portate in basso e all'infuori; collo di media lunghezza, bene attaccato alla testa e al tronco; tronco lungo, con diametri longitudinali prevalenti sui trasversali; arti piuttosto lunghi e leggeri; vello di colore bianco-paglierino o marrone molto chiaro, con bioccoli conici e grossolani aperti che lasciano scoperta la testa, l'addome e gli arti; pelle e pigmentazione: frequenti le macchie di colore fulvo sul naso e sugli arti. Sono stati individuati due tipi morfologici differenziabili sulla base delle caratteristiche biometriche: un tipo più pesante e più alto (85 cm. al garrese) denominato "Roaschino" ed uno più leggero (75 cm. al garrese) denominato "Frabosano". L’origine di tale differenziazione sarebbe da attribuire ai diversi sistemi alimentari e di allevamento praticati un tempo: i pastori di Roaschia portavano le greggi a svernare in pianura mentre quelli di Frabosa trascorrevano l’inverno in montagna. Caratteri produttivi: l’attitudine prevalente della razza è la produzione di latte che varia dai 80 ai 200 l. per una lattazione media di 150-180 gg., con produzioni medie giornaliere non superiori ai 500 ml/capo. Il latte munto viene trasformato in formaggio, puro (sola, saras) o miscelato a latte vaccino per la preparazione di formaggi tipici come "Raschera" e "Castelmagno" nella Prov. di Cuneo, "Toma" e "Seirass sotto fieno" nella Prov. di Torino. La produzione di carne è orientata verso l’agnello da latte di 12-15 kg. di peso vivo ed è favorita dalla buona precocità della razza (primo parto intorno a 13 mesi). La lana, ricavata da un’unica tosatura annuale (2-2,5 kg/capo), è lunga e grossolana, adatta unicamente per materassi. Un tempo, la pelle lanata degli agnelli, resa pregevole da una notevole arricciatura delle fibre, era ricercata per la preparazione di guanti e pelletteria varia; caratteri riproduttivi: i parti (di norma uno all’anno) sono concentrati nel periodo autunnale al rientro dall’alpeggio, ma possono protrarsi anche fino all’inizio della primavera successiva. Gli agnelli sono allattati dalle madri per 30-35 gg. di età, fino al raggiungimento di un peso vivo medio di 12-15 kg. Successivamente, le pecore vengono munte manualmente per un periodo di circa 5 mesi. La prolificità non è elevata (1,1 -1,3 agnelli per parto); tecniche di allevamento: un tempo era tipico per questa razza, ed in particolare per i pastori di Roaschia, scendere in pianura dopo aver sfruttato i pascoli di alta montagna. Il pastore girovagava per la Pianura Padana fino all'inizio della primavera, quando riprendeva la strada verso il Comune di origine. Sono frequenti presso la popolazione di Roaschia le nascite in Prov. di Pavia, Alessandria etc. In estate funzionava a Roaschia la scuola estiva appositamente per i figli di pastori che in inverno erano via. In tempi più recenti, anche in pianura ci si appoggiava ad una cascina, almeno per i mesi più freddi. Ora tale pratica è praticamente scomparsa. Gli attuali allevamenti sono di tipo stanziale, utilizzando i pascoli alpini in estate, ma fermandosi nel periodo invernale presso l'azienda in fondovalle. L'alimentazione è basata sull'erba direttamente pascolata nella stagione vegetativa, mentre è quasi esclusivamente a base di fieno prodotto in loco in inverno; affinità con altre razze: la razza Brigasca (o la francese Brigasque) allevata nelle due regioni confinanti, Liguria e Provence Alpes Côte d’Azur, è ritenuta affine o addirittura identica alla razza frabosana. Identiche sono, in effetti, le principali caratteristiche morfologiche e le origini.
CONSORZIO PER IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DI RAZZE OVINE LOCALI DELLE VALLATE PIEMONTESI Sez. I°: Razza Frabosana-Roaschina C.F. 94531030016 Sede legale e operativa a Roaschia, c/o il Municipio. Costituito a Torre Pellice nel 1995 con lo scopo di valorizzare la razza ovina frabosana-roaschina, attraverso interventi di miglioramento delle tecniche di allevamento, formazione professionale, attività di sperimentazione e promozione delle produzioni ottenute da questa razza ovina. Rimasto latente per alcuni anni in seguito al mancato finanziamento delle iniziative che si era preposto, ha ora ripreso l'attività, prefissandosi la realizzazione di piccoli interventi sostenibili con le poche risorse locali. Un marchio a tutela delle produzioni: Nel logo sono rappresentati gli elementi che caratterizzano questo allevamento: • una ruota di un carro che ricorda l'antica pratica della transumanza; • la montagna ambiente prevalente nel quale si svolge l'attività di allevamento; • la testa di un montone frabosana-roaschina con la scritta frabouzan-rouaschin i due nomi locali con cui è conosciuta questa razza ovina. E' stato depositato presso la Camera di Commercio di Cuneo, con lo scopo di tutelare, valorizzare e promuovere le produzioni della pecora frabosana-roaschina.


Collegamenti al Servizio:
27^ MOSTRA INTERPROVINCIALE OVINI DI RAZZA FRABOSANA-ROASCHINA

Documenti allegati:
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